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Convegno di Apertura del progetto: Attività Assistenziale Per I Non Autosufficienti

Convegno di Apertura del progetto: Attività Assistenziale Per I Non Autosufficienti

Il 15 Giugno nella sede dell’Associazione “Donne Insieme”, a Corigliano, in via Roma al numero 28, si terrà il Convegno “Attività Assistenziale per i non Autosufficienti”.

Il Convegno è la prima fase del più ampio Progetto “Attività Assistenziale per i non Autosufficienti”, che si propone di dotare la città di Corigliano di un punto di riferimento per quelle famiglie che vivono il dramma di avere un loro caro affetto da Alzehimer.

Per la realizzazione del progetto sono state coinvolte diverse Associazioni del bacino del Comune di Corigliano.

Vediamole nel dettaglio:

Oltre all’Associazione ADA di Corigliano , capofila, si è chiesto ed ottenuto la collaborazione ed il partneriato delle seguenti altre organizzazioni, ognuno con un proprio particolare intervento in base alle proprie caratteristiche ed esperienze sul territorio:

    – L’ OdVA.Di.Ma.N.J. – Associazione disabilità malattie neurologiche dello Jonio;

    – L’OdV Donne Insieme

    – L’OdV ADA Nazionale

    – L’OdV ADA CALABRIA -Associazione per i Diritti degli Anziani Regionale

    – Centro Servizi al Volontariato della Provincia di Cosenza

    – Coordinamento del volontariato CSV Area di Corigliano

    – Si è chiesto ed ottenuto un protocollo di intesa con i Comuni di Corigliano Calabro e di San Demetrio Corone.

Di seguito l’ordine dei lavori del Convegno:

    – Introdurrà i lavori Isabella Malagrinò, Presidente dell’Associazione Donne Insieme;

    – Walter Amato, il Vice Presidente dell’ADA Corigliano, presenterà il progetto,

    – mentre il Dr Angelo Gallo, Vice Presidente dell’Associazione A.Di.Ma.N.J. relazionerà su i “Dati epidemiologici e Sociali delle demenze”.

Un così importante investimento di risorse è nato dall’osservazione che, nel territorio, se si esclude il complesso ospedaliero dove opera una divisione di neurologia di ottimo livello, non esiste ancora alcuna struttura che si occupa di tali interventi al momento dei primi sintomi della malattia.

La scienza medica, al contrario, continuamente suggerisce un intervento immediato proprio al momento dell’inizio della malattia.
Attività Assistenziale Non Autosufficienti: programma

Il morbo di Alzheimer è una malattia invalidante irreversibile che spegne progressivamente la persona che ne è affetta; i costi sociali di questa patologia sono altissimi tanto che spesso si afferma che la dove è presente, tutta la famiglia si ammala di Alzheimer.

I congiunti infatti devono vegliare costantemente il malato non solo per garantire la somministrazione dei farmaci e la sua sopravvivenza a cui ad un certo punto non può più attendere, ma anche per evitare che si faccia male, accompagnandolo nel rispetto della propria persona e nella dignità più totale, nell’ultimo tratto di vita.

Un impegno quotidiano, continuo con un investimento sul tempo totale sapendo di poter solo alleviare la malattia e di non guarirla.

C’è anche un investimento psicologico ed emotivo forte che può diventare sicuramente frustrante.

E’ necessario, dunque, portare avanti una politica sociale di sostegno concreto ai familiari sui quali ricade tutto il peso della malattia.

Il progetto si ispira e intende realizzare alcuni punti fondamentali per mettere in campo un concreto aiuto alle famiglie.

    a) Innanzitutto è necessario divulgare la conoscenza della malattia: parlare attraverso convegni,incontri seminariali, opuscoli informativi del morbo di Alzheimer.

    Il Convegno del 15 Giugno rientra, naturalmente, in questo punto: E’ necessario spiegare, con parole semplici, di che malattia si tratta, quanto è diffusa, quali solo le percentuali, chi colpisce, a che età, in che cosa consiste, qual è la differenza tra questa malattia e le altre patologie degenerative.

    b) Creare dei gruppi di mutuo-auto-aiuto tra i familiari dei malati di Alzheimer per permettere loro di socializzare e condividere l’esperienza della malattia.

    c) Istituire corsi di informazione per i familiari dei malati di Alzheimer nei quali apprendere i loro diritti e come muoversi tra i vari enti e le Asl, a chi rivolgersi per cosa, cosa chiedere, cosa è gratuito, cosa è a pagamento, ecc…

    d) Organizzare riunioni fra gli ammalati ed offrire una terapia idonea allo scopo.

Il progetto vuole essere un primo passo verso la creazione di un intervento stabile e duraturo nella città di Corigliano.

Per procedere in questo percorso è stato creato un gruppo di lavoro, che gestirà e coordinerà le diverse fasi, e coinvolgerà diverse figure professionali:quali il neurologo, neuropsicologo, musico terapista, educatore professionale, assistente sociale, ecc…

Nel corso del Convegno del 15 giugno verranno illustrate le diverse fasi del progetto e tutto il personale coinvolto.

Naturalmente scriverò nei prossimi post tutti i dettagli esposti nel corso del Convegno e seguirò i lavori per informare sull’andamento del progetto.

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