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Senza I Nonni Che Favola E' ?

Le Favole Della Tradizione Raccontate Dai Nostri Nonni A Tutti I Bambini.

La Favola della Gallina Fatata

favola: La gallina fatata

Riprende la rubrica: Senza i nonni che favola è?
L’idea prende spunto dall’omonimo libro edito nel 2000 dalla Uil Pensionati, da cui sono tratte le favole di questa rubrica. Una raccolta di fiabe suggerite da tutti i nonni d’Italia e da raccontare ai propri nipotini!

Finora abbiamo pubblicato due fiabe.
Ecco i link:
La Cornacchia
Mastro Iacuccio

La Gallina fatata

Raccontata da Nonno Vincenzo

C’era una volta una povera famiglia, padre madre ed un povero figliolo, che viveva di stenti.

L’Inverno era stato molto rigido e le quattro galline che erano rimaste non erano capaci neanche di fare un uovo tanto erano dimagrite.

La polenta era finita e le castagne pure.

Nella dispensa erano rimaste solo poche patate.

Un giorno, uno dei primi giorni di primavera, Giacomino disse al figlio:

Prendi le 4 galline vecchie e portale al mercato. Fatti drae in cambio una giovane pollastrella che almeno così potremo mangiare qualce che uovo.

Giannetto ubbidì. Mise le quattro galline nella cesta e si avviò.

Arrivato al mercato riuscì a barattare le 4 galline vecchie con una pollastrella. Ma dato che le quattro galline erano proprio ridotte male, riuscì ad avere in cambio solo una pollastrella zoppa.

Aveva anche fatto un’opera di bene perché nessuno la voleva e sarebbe di sicuro finita in padella la sera stessa.
Dopo averla messa nella cesta, riprese la strada di casa, preoccupato di non fare brutta figura con i suoi genitori per quello scambio che aveva fatto.

Ad un tratto la pollastrella zoppa, che era un animale fatato, iniziò a parlare con una vocina piccina piccina.

– Giannetto – disse- anche se non sono bella a vedersi, ho un pregio.
Sono in grado di fare cose meravigliose per te. Voglio ringraziarti perché mi hai salvato dalla padella. Però sono in grado di fare cose meravigliose sono se mangio semi di pomodoro. Torna al mercato e comprali.

Giannetto, sorpreso da quell’avvenimento e incoraggiato dall’idea che la gallina comprata potesse dire il vero tornò subito al mercato .

Si accorse però di non avere neanche un soldino in tasca.

Gli venne in mente allora di mettersi a suonare il flauto che si era fatto da solo durante l’inverno.

Si sedette da una parte, posò il suo cappellino per terra, e con la pollastrella accanto a lui inziò a zufolare. Dopo circa due ore raccolse due soldini.

Comprò una manciata di semi di pomodoro, li mise in un cartone e se li pose in tasca.
Mentre tornava a casa disse alla pollastrella:

– Voglio proprio vedere cosa sai fare. Spero che farai un bel prodigio, perché se così non fosse, ho idea che stasera stessa sarai in pentola.

La pollastrella rispose:

– Bene ora vedrai. Dammi da mangiare cinque semini di pomodoro.

Giannetto pose i cinque semini per terra e la pollastrella li beccò.

Dopo averli mangiati disse:

– Ora devi recitare questa cantilena:

Ghirigoro Ghirigoro
Io ti ho dato il pomdoro
Ghirigoro Ghirigoro
Tu mi fai un uovo d’oro.

Giannetto ubbidì.

A quel punto la pollastrella si acquattò sotto un albero e tac, tac, tac, tac e tac come per magia fece cinque uova d’oro.

La pollastrella allora disse:

– Giannetto tu non dirai a nessuno in che modo io possa afre le uova d’oro. Non dirai dei semi di pomodoro né della cantilena magica. Io ho svelato solo a te questo segreto perché mi ha salvato la vita.
Fu così che Giannetto diventò ricco.

Non approfittò mai della sua ricchezza. Anzi aiutò sempre i poveri dei dintorni.

Se volete sapere dove abita Giannetto non ve lo dirò mai.

Ma se passerete dalle parti di Fiumerapido, vedrete un orto nel quale si coltivano solo pomodori…

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